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LA STRATEGIA DELLA PARALISI
I termovalorizzatori

Alla manifestazione antidiscarica di Chiaiano, svoltasi domenica 1 giugno, hanno partecipato i vari comitati del “NO”. Abbiamo chi si batte contro le linee ferroviarie (i “No Tav”), chi contro le maree (i “No Mose”, il sistema di dighe concepito per salvare Venezia dal fenomeno dell’acqua alta), poi abbiamo quelli che si battono contro i ponti (sarebbero i “No ponte”, contrari al progetto del ponte sullo Stretto di Messina)

Per il “No nucleare” manco a parlarne, ma abbiamo anche robusti comitati contro le pale eoliche (uccidono gli uccelli) e contro le centrali mareomotrici (sono quelle che producono energia elettrica sfruttando onde e correnti marine) che non devono interferire sugli spostamenti dei delfini e varia fauna marina. Maglione Maglione Pinko Azzurro Donna Anfissai36 Pinko Anfissai36 Donna Anche gli innocui e silenziosi pannelli solari fotovoltaici non dormono tranquilli visto che una circolare del Min. delle Belle Arti ne ha bloccato l’installazione in tutto il Lazio.

Anfissai36 Azzurro Pinko Anfissai36 Pinko Maglione Maglione Donna Donna Abbiamo i comitati “No Coke” che si battono contro le centrali a carbone e Azzurro Anfissai36 Donna Maglione Pinko Pinko Maglione Donna Anfissai36 i comitati “No Rigassificatori” che osteggiano la realizzazione di quegli impianti che ci permetterebbero di approvvigionarci di gas per mezzo delle navi gasiere.

Ci sarebbe da scrivere per un mese, ma visto che il tema caldo è la crisi dei rifiuti napoletani esaminiamo i comitati “No Termovalorizzatori”, quelli che si battono contro la realizzazione di impianti per l’incenerimento dei rifiuti.

L’inceneritore (o Termovalorizzatore, è una parola coniata per blandire gli ambientalisti, inutilmente) è un impianto destinato all’incenerimento di una frazione degli RSU (Rifiuti Solidi Urbani), in particolare di quella frazione non recuperabile e combustibile.

(Termovalorizzatore di Brescia: 700.000 tonnellate di rifiuti smaltiti all’anno)

A monte dell’inceneritore ci deve essere sempre un processo di trattamento e differenziazione dei rifiuti, che si può fare in parte per mezzo della raccolta differenziata, oppure in tutto o in parte in appositi impianti detti CDR (Combustibili Da Rifiuti).

Negli impianti CDR (o nella raccolta differenziata) si separano i materiali riciclabili (vetro, metallo, parte della carta), gli inerti (ad esempio i residui di opere edili), e il cosiddetto “umido” (gli avanzi della cucina).

Maglione Maglione Pinko Pinko Donna Anfissai36 Donna Azzurro Anfissai36 Quello che rimane,e quindi solo la frazione non recuperabile e combustibile, viene appunto “incenerito” bruciandola in modo che non si sviluppino sostanze nocive, e quindi con tecnologie di combustione molto sofisticate.

L’assenza di inquinanti è tale (praticamente “zero”) che questo sistema viene usato in tutta Europa (sono attivi 354 impianti), compresi i paesi con una coscienza ambientalista ben superiore alla nostra. Ad esempio gli inceneritori dei rifiuti di Vienna, Parigi, Londra, Copenaghen si trovano al centro della città, in Germania ce ne sono 60, in Francia 112, nella stessa Italia 51 e così via.

L’utilità degli inceneritori si può così sintetizzare:

  • recupero di tutto ciò che è riciclabile (per mezzo dell’impianto CDR)
  • riduzione del volume dei rifiuti da mandare in discarica del 96% rispetto all’origine
  • produzione di energia elettrica
  • produzione di calore a bassa temperatura (che può essere distribuito attraverso impianti di teleriscaldamento)
  • assenza di emissioni inquinanti.

Quest’ultima affermazione è appunto quella contestata dai comitati del “No”.

Secondo loro gli inceneritori inquinano emettendo in particolare la micidiale “Diossina”, un composto del cloro residuo della combustione delle materie plastiche.

E quindi gli inceneritori sarebbero pericolosi, e quindi la “lobby degli inceneritori” mente, avvelenando le popolazioni per brama di guadagno, e chi vuole evitare la morte da diossina si deve accodare alle bandiere dei comitati del No.

(Bolla di sapone: volendo, anche questa inquina)

E’ vero che gli inceneritori emettono diossina?

Certamente, ma vediamo come si distorce una emissione del tutto innocua per spargere la paura fra la popolazione e cavarne potere politico, scranni, postarelli e prebende.

Cito (senza indicare la fonte ma la trovate facilmente facendo una ricerca su google)

Pertanto, un moderno inceneritore da 800 tonnellate al giorno emette in atmosfera – nel pieno rispetto delle norme – 504 milioni di picogrammi di diossine ogni 24 ore.

504 milioni! Terrificante.

Già, ma cosa sono i “picogrammi”?

Lasciamo stare un momento questo termine inquietante e riportiamolo nei più pacifici “nanogrammi”.

Il “nanogrammo” è un miliardesimo di grammo. Se fossero nanogrammi il nostro inceneritore emetterebbe 0,5 grammi di diossina al giorno. Mezzo grammo al giorno.

In realtà sono “picogrammi”, e cioè millesimi di miliardesimi di grammo.

E quindi un millesimo di mezzo grammo. Sarebbe 0,000.000.000.005 grammi/giorno

Insomma, il nostro inceneritore può eliminare tutti i rifiuti prodotti in un giorno da Napoli emettendo dal camino un millesimo di mezzo grammo di diossina.

Cioè “niente” (ci vorrebbe uno spettrometro di massa per pesare le molecole)

Ma infine, quanto è pericolosa la diossina? Tutti ricordano il disastro della ICMESA, una fabbrica di prodotti chimici che a seguito di un incidente (Seveso, 1976) sparse nell’ambiente circostante dai 2 ai 3 Kg di diossina. La popolazione fu evacuata ma molte persone, circa 35.000, furono contaminate.

Quanti morti causò il disastro di Seveso?

Una, il direttore dello stabilimento ucciso a rivoltellate dalle Brigate Rosse.

C’è poco da aggiungere.

Usando un termine, i picogrammi, sconosciuto ai più, si fa passare un livello di emissione del tutto innocuo come pericoloso, prova di bugie e di loschi disegni finalizzati ad avvelenare la popolazione.

Basti pensare che per respirarvi questo millesimo di mezzo grammo dovrete mettervi sulla cima della canna fumaria e respirarvi cinque milioni di metri cubi di fumi in un giorno.

Il vero pericolo per le popolazioni sono le panzane dei verdi che li espongono a disastri come quello napoletano, foriero quello si di avvelenamenti e malattie, non il millesimo di mezzo grammo di diossina.

Luigi Di Stefano